20 Settembre 1996 (Hail Hail, Dave Letterman Show)

I Pearl Jam suonano Hail Hail in un episodio senza interruzioni pubblicitarie del Late Show with Dave Letterman della CBS. E’ la loro prima apparizione a uno show televisivo americano di seconda serata oltre a quella del Saturday Night Live. La band suona anche Leaving here sui titoli di coda, ma ne vengono mandati in onda solo pochi secondi.

20 Settembre 1992 (Drop In The Park – Warren G. Magnuson Park, Seattle)

La band mantiene la promessa fatta di recuperare lo show gratuito inizialmente previsto al Gas Works Park nel mese di Maggio e poi cancellato pochi giorni prima:

Battezzato Drop in the park, il concerto vede la partecipazione di Seaweed, Cypress Hill, Pete Droge e Jim Rose Circus Sideshow. Si presentano circa 30000 fans, 3000 dei quali si iscrivono alle liste elettorali direttamente sul posto.

Le registrazioni del concerto vengono pubblicate per la prima volta nel 2009 come parte della ristampa in versione deluxe di Ten.

Kelly Curtis: Anche il secondo tentativo di organizzare Drop in the park ci ha messi a dura prova. E’ stato difficile pianificare l’evento, ed e servito molto aiuto. Abbiamo rischiato che si trasformasse in un vero disastro. Ma alla fine è andata bene.

19 Settembre 2005 (Air Canada Centre, Toronto)

Gli U2 hanno fatto quattro concerti la settimana precedente e sono ancora in città. Bono si unisce ai Pearl Jam per Rockin’ in the free world nel secondo bis. Il cantante spunta sul palco appena prima della seconda strofa, accolto da applausi assordanti e prosegue improvvisando le parole. ” E’ difficile lavorare più di quest’uomo” dice Vedder riferendosi al leader del gruppo irlandese. La performance termina con Bono che canta “Rock! Rock!” mentre Mike si lancia in un assolo selvaggio.

Eddie Vedder: Due sere prima, nello stesso posto, mi era stato chiesto all’improvviso di cantare con gli U2 Ol’ Man River. Bono ha fatto Rockin’ in the free world con noi. Secondo te, chi dei due si è preso la canzone migliore?

19 Settembre 1990 (La trilogia di Vedder – Il demo-tape che diede inizio a tutto)

La cassetta di Vedder arriva a Seattle ed entusiasma Ament, Gossard e McCready, che lo chiamano per invitarlo a prendere il primo volo e raggiungerli per fare un’audizione..

Jeff Ament: Sulla cassetta c’erano Alive, Once e Footsteps, praticamente uguali a quelle finite sul disco. Credo che sia stato sveglio tutta la notte per scrivere questa folle trilogia di canzoni incentrata su un solo personaggio. L’ascoltai una volta e pensai: Wow, davvero bella. La riascoltai un altro paio di volte e pensai che era meravigliosa. Così chiamai Stone: “Penso che tu debba venire da me e dirmi la tua”.
Stone Gossard: Le scelte di Eddie erano decisamente distanti da quello che mi aspettavo. Il suo materiale era incentrato sui testi. Aveva cercato melodie in grado di dare rilevanza alle parole. Ero abituato a cantanti che prima trovavano una melodia e poi vi adattavano il testo.

Mike McCready: E’ stato il fato, o qualcosa del genere. Una combinazione di fortuna, tempismo e destino. Abbiamo dato una cassetta a Jack Irons e lui conosceva Ed per via di un’escursione che avevano fatto insieme. Poi Ed va a fae surf e aggiunge le parole a tre canzoni. C’è una parte di universo che non va come uno lo programma. Puoi pianificare le cose quanto vuoi, ma la vita va come deve andare. Abbiamo fatto l’audizione ad un cantante e poi è arrivato Eddie. Boom! Non puoi prevederla una cosa così. Non c’è modo di farlo. E’ semplicemente fantastico che sia successo.

Eddie Vedder: L’intera faccenda portò via una dozzina di ore. Avrei anche potuto non farlo. Avrei potuto mancare l’occasione e non scrivere quelle canzoni.

Jack Irons: Da qualche parte, durante il tour con i Redd Kross mi dissero che Eddie era già a Seattle. Fu molto semplice.

 

Vedder & Finn

Memorial Stadium, Seattle

Al Bumbershoot, Eddie canta con Neil Finn e i Crowded House Something so strong e World where you live.

Neil Finn: Abbiamo suonato a casa sua e a casa mia. Da qualche parte dovrebbe esserci un nastro con una jam session risalente alla prima volta che li abbiamo portati a Kerikeri, in Nuova Zelanda, nel 1995. Una sera ci siamo divertiti un mondo a casa di Eddie con il produttore Adam Kasper. Eravamo nel bel mezzo di una jam un pò punk, pazza ed eccitante, quando la mia chitarra s’è ammutolita. Guardo il cane di Eddie, Hank, e lo vedo scodinzolare, contento di avere mordicchiato il cavo della mia chitarra.