Unthought known

Il 20 Luglio 2010 esce il video di Unthought known. E’ stato ripreso con un Mac portatile dal palco durante il concerto del 30 Giugno a Berlino. Eddie Vedder, nascosto dietro lo pseudonimo Wes C. Addle, è accreditato come regista, mentre il concept è attribuito a Neil Young, con il  nome di Bernard Shakey.

Light Years

Il 18 Luglio 2000 esce il singolo commerciale di Light Years. Sul retro trovano posto versioni dal vivo di Soon forget e Grievance tratte dal concerto del 10 maggio 2000 a Bellingham.

18-19 Luglio 1992 – Lollapalooza

I Pearl Jam ripartono dalla seconda edizione del festival Lollapalooza al fianco di Soundgarden, Ministry, Ice Cube, Red Hot Chili Peppers, Lush, Jim Rose Circus Sideshow e Jesus And Mary Chain. Per molti teenagers, non è solo la prima occasione per vedere i Pearl Jam dal vivo, ma la prima esperienza a un festival per la band. I PJ regalano una performance elettrizzante, di grande impatto. Esibendosi ogni giorno per secondi, i Pearl Jam hanno la possibilità di godersi i concerti degli altri musicisti e divertirsi insieme a loro. In particolare, Vedder lega con Jim Rose, salendo spesso sul palco per partecipare  a bevute di Bile Beer. Lui e Chris Cornell suonano anche set acustici a sorpresa sul palco secondario: il 29 Luglio, nel corso di uno show funestato dalla pioggia a Cuyahoga Falls, in Ohio, si uniscono ai fans divertendosi a fare scivolate sul prato infangato.

Vedder continua a scioccare il pubblico con i suoi bizzarri numeri di stage climbing, , ma dopo un brusco atterraggio durante uno show in Ontario, si darà una calmata.

Eddie Vedder: Quando suonavamo per un pubblico che non ci aveva mai visti prima, dicevo “Sapete una cosa? Offriremo a questa gente uno spettacolo indimenticabile. E se questo significherà rischiare la vita per una bravata adolescenziale in stile Evel Knievel, lo faremo”. E incredibilmente, se facevi una cosa di quel tipo la gente prestava attenzione. Facevo finta di saltare da una parte, poi all’ultimo momento cambiavo traiettoria e vedevo la folla ondeggiare e spostarsi in massa per prendermi al volo.

Jeff Ament: Un paio di settimane prima del tour c’era l’opportunità di rinegoziare non solo il compenso, ma anche la posizione in scaletta. Ci siamo detti “Perché aggiungere altra pressione? Vogliamo solo divertirci”. Al Jourgensen dei Ministry se ne andava in giro con una bottiglia di Bourbon Maker’s Mark con dentro dieci dosi di acido. E’ stata una pacchia. Alle due del pomeriggio eravamo super concentrati, salivamo sul palco, spaccavamo per una trentina di minuti e poi ci univamo alla festa. Dubito che ci sia stato un altro tour in cui ci siamo divertiti tanto. I nostri show erano decisamente coinvolgenti, e poi nel giro di un’ora mi ritrovavo a giocare a basket con Flea e Ice Cube. C’era un’atmosfera festosa, senza alcuna competizione.

Matt Cameron (ai tempi, nei Soundgarden): Ci siamo resi conto di come la gente reagiva alla musica dei Pearl Jam. E’ stato fantastico.

Chris Cornell: Credo che sia stato uno dei tour più belli della mia carriera, si era creata una forte unione. Ritrovati gli stessi amici con cui eri cresciuto e insieme ai quali avevi suonato per anni di fronte a quattro gatti; solo che adesso c’erano 25000 persone per volta. Aveva anche un significato culturale. Non si trattava di avere il proprio singolo trasmesso in radio. Era in atto un cambiamento nel modo di concepire la musica rock. Un evento fenomenale.

Una rara ripresa durante il soundcheck di quei giorni:

un giorno di fine Luglio, 1990

Eddie Vedder si unisce a un gruppo di amici musicisti di Los Angeles in un’escursione allo Yosemite National Park. La comitiva comprende Jack Irons, Flea, Cliff Martinez e il chitarrista Dix Denney. Sulla strada di casa, nell’auto di Jack, Vedder sente per la prima volta una cassetta dei Mother Love Bone.

Copenhagen 10 Luglio 2012

Ed talks about the death of Dennis Flemion of the band The Frogs. They had toured with Pearl Jam. A note Dennis left in Ed’s notebook inspired some lyrics for the song “Smile”. Ed says “The song says ‘I miss you already’ and Dennis, we really miss you.”

Nella foto Dennis Flemion.

Qui, la notizia della sua scomparsa.

Mia Zapata (7 Luglio 1993)

 

I The Gits erano una punk/grunge band attiva principalmente a Seattle nel periodo che va dal 1986 al 1993, anno in cui la cantante Mia Zapata venne stuprata ed assassinata; un crimine che rimase irrisolto per diversi anni.

I The Gits si formarono nel 1986 a Yellow Springs, nell’Ohio. Inizialmente la band si faceva chiamare Snivelling Little Rat Faced Gits ma più tardi decisero di accorciare il nome semplicemente in The Gits. Nel 1988 registrarono l’album non ufficiale Private Lubs (che nel 1996 verrà rimasterizzato col titolo Kings and Queens) e successivamente si trasferirono a Seattle, città nella quale conquistarono un nutrito e fedele seguito. Dopo la pubblicazione dei primi singoli Precious Blood (1990), Second Skin e Spear And Magic Helmet (1991) che catalizzarono una discreta attenzione, nel 1992 la band pubblicò per la C/Z Records il primo album Frenching the Bully che, grazie anche alle ottime performance live ed alla carismatica personalità di Zapata sul palco, ottenne ottimi consensi. I The Gits sembravano destinati ad una carriera in continua ascesa con tournée che li portatono anche in Europa.

Prima di poter terminare la lavorazione del successivo disco Enter: The Conquering Chicken, la notte del 7 luglio 1993 Mia Zapata venne brutalmente stuprata ed assassinata mentre stava rincasando.

Il caso provocò enorme scalpore in tutta Seattle, numerosi artisti ed amici si mobilitarono. La batterista Valerie Agnew del gruppo 7 Year Bitch fondò, assieme a Stavey Westcott, l’organizzazione Home Alive per sensibilizzare e raccogliere fondi a favore dell’auto-difesa. Home Alive ha anche distribuito un CD, The Art Of Self Defence, che includeva brani dei the Gits oltre che di artisti del calibro di Nirvana, Pearl Jam e molti altri. Nel 1996 Joan Jett registrò, assieme ai restanti membri dei The Gits, il disco Evil Stig che includeva diverso materiale di Zapata.

Nonostante tutti i tentativi della polizia di Seattle per trovare il colpevole dell’omicidio, per un lungo periodo le investigazioni non portarono a nulla; finché, dopo 7 anni, si è potuto risalire all’omicida grazie ad una prova del DNA. Si trattava di un pescatore americano di origini cubane, Jesus Mezquia. Nel 2004 una giuria ha condannato Mezquia a 36 anni di prigione per l’omicidio.